Pasta, pecorino romano e pepe nero: la cacio e pepe è semplice solo in apparenza.
La cacio e pepe è il piatto più essenziale della cucina romana: pasta, pecorino romano e pepe nero. Tre ingredienti, nessun condimento in più. È proprio questa semplicità a renderla difficile: senza panna, burro o olio a correggere, tutto dipende dalla tecnica.
Le sue radici sono nella campagna laziale e nella vita dei pastori, che durante la transumanza portavano con sé cibi che si conservano a lungo e non pesano: formaggio stagionato, pepe in grani e pasta secca. Con l’acqua bollente e poco altro, quei tre ingredienti diventavano un pasto caldo e nutriente. Da lì il piatto è entrato nelle osterie romane, dove è rimasto uno dei classici.
“Cacio” è il modo antico di chiamare il formaggio, e qui il formaggio è il pecorino romano: latte di pecora, lunga stagionatura, sapore salato e deciso. Il pepe nero si tosta spesso in padella prima di usarlo, per tirarne fuori l’aroma. La pasta tradizionale sono i tonnarelli, una pasta all’uovo a sezione quadrata, ma si trovano spesso anche gli spaghetti.
Su questo sito raccontiamo la cacio e pepe: come nasce la crema, gli errori più comuni e dove assaggiarla a Roma.
Dal blog della cacio e pepe
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Cacio e pepe: perché è il piatto romano più difficile e come si fa la crema
Solo pecorino, pepe e pasta: come nasce la crema della cacio e pepe, perché fa i grumi, quale pasta usare e dove provarla a San Lorenzo.
